E’ ufficiale: Mercoledì 8 Settembre 2021 la Commissione Giustizia di Montecitorio ha dato il primo sì per l’approvazione di un emendamento che depenalizza la coltivazione di fino a 4 piante di Marijuana ornamentale femmina (quella in grado di produrre il principio attivo THC) ed in generale tutti i reati di minore entità riguardanti le droghe leggere.

Perché Permettere di Coltivare Piante di Cannabis in Casa?

Non è una semplice depenalizzazione: sulla scia dei risultati ottenuti negli Stati Uniti, questa potenziale modifica di legge ha l’obbiettivo di ostacolare il mercato illegale generando posti di lavoro e assicurando ai coltivatori la possibilità di consumare un prodotto sano e di filiera “certificata”.

“Siamo i primi in Europa a depenalizzare la coltivazione domestica di cannabis per uso personale. Un fenomeno che negli Stati Uniti è stato adottato su larga scala e ha generato 300 mila posti di lavoro. […] Per non parlare dei malati che ne devono fare uso terapeutico!”

Deputato Magi

Questa manovra quindi ha il chiaro scopo di combattere la criminalità ed assicurare la salute dei cittadini.
Ma in cosa consisterà esattamente?

I dettagli sul decreto depenalizzazione della cannabis

Il testo base approvato dalla commissione consiste fondamentalmente in tre punti:

  • Legalizzare la coltivazione domestica di – non oltre quattro – piante femmine di Cannabis (THC) per uso personale.
  • Introduzione del concetto di “illecito di lieve entità” riguardante la vendita o la cessione di droghe o stupefacenti
  • Possibilità di conversione della pena in lavori di pubblica utilità

Coltivare Marijuana in casa non sarà reato

Fino a 4 piante di Marijuana (THC) saranno tollerate ai fini di uso personale.

«Sono consentite a persone maggiorenni la coltivazione e la detenzione per uso personale di non oltre quattro femmine di cannabis, idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente e del prodotto da esse ottenuto»

Illeciti di lieve entità

Il concetto di “illecito di lieve entità” riferito alla vendita o cessione di cannabis permetterà una diminuzione della pena massima a 1 anno di reclusione e 6.500 euro di multa. Al contrario, vengono aumentate le pene che puniscono la detenzione e lo spaccio di cannabis, se le quantità o le modalità escludono l’applicazione del concetto di fatto di lieve entità.

Oggi il giudice può decidere una pena da 2 a 6 anni di carcere, indipendentemente se si tratta di eroina o di cannabis.

Conversione della pena in lavori di pubblica utilità

Se a commettere reato è un tossicodipendente, la pena potrà essere convertita in lavori di pubblica utilità su richiesta dell’imputato. Questa sanzione non potrà essere applicata più di due volte allo stesso imputato. Nessuno sconto in caso di spaccio rivolto a minori.

L’Iter Parlamentare: cosa ci aspetta

Siamo solo al primo Sì dei tanti che porteranno alla concreta applicazione di questa proposta. La commissione di Giustizia ha solo dato il via ad un lungo iter: ora dovrà essere fissato il termine per la presentazione degli emendamenti da discutere in commissione e, soltanto dopo, si potrà andare in aula.
Forse per questo motivo, in questi giorni, il popolo della cannabis si sta scaldando sempre di più.

Hai saputo della raccolta firme?

Legalizzare la Cannabis: la storica raccolta firme

Dall’11 Settembre è cominciata una storica raccolta firme con lo scopo finale di legalizzare la cannabis in Italia. Da quella data infatti è possibile aderire online a questo referendum collegandosi all’apposito sito e firmando con le credenziali SPID. L’iniziativa ha raggiunto più di 200 mila adesioni nelle prime 48 ore: di gran lunga il referendum più sentito nella storia della nostra repubblica.

Sarà questo l’inizio del cambiamento?